Posillipo era cinta da un’ampia fascia litoranea e le rupi di Coroglio non precipitavano in mare, ma fiancheggiavano una strada spianata sopra gli scogli.
Nelle grotte, dove oggi fiorisce il corallo, gli artigiani romani sbozzavano i blocchi di tufo estratti dalle cave. Ed ancora, oltre lo Scoglio di Virgilio, quanta differenza nel paesaggio !
Una strada romana si snodava ai piedi dei piccoli promontori e perforava quellipiù sporgenti, mentre gruppi di edifici si levavano presso la strada stessa, spingendosi fino alla riva o addirittura nel mare, sopra robusti pilastri, come piaceva ai Romani.
Lungo la costa meridionale di Posillipo, gli edifici erano raggruppati in tre nuclei principali o Regioni: la più importante era la Regione della Gaiola che era una collinetta all’estremità del promontorio sulla quale e tutt’intorno, sporgevano ville splendide, templi con portici e colonne e, sul lido, quegli eleganti, piccoli padiglioni che possiamo ancora rivedere a Pompei in tanti dipinti parietali.
Più all’interno, sopra le alture, c’erano l’Odeo, il Teatro, i Templi e l’imboccatura del grande traforo che conduceva a Pozzuoli.
La schiera degli edifici si prolungava verso la regione di Marechiaro, dove il più iportante era quello di Vedio Pollione.
Ultima, ad oriente, la regione di Rosbery della quale non ci sono tracce
residue fuori dall’acqua, con la sola eccezione di Pietra Salata sperduta nel mare.